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I 5 libri che ogni investitore dovrebbe leggere, secondo Two Hundred

Se, lanciando una moneta non truccata, dovesse uscire per quattro volte di seguito TESTA: qual è la probabilità che al prossimo lancio esca CROCE? Sarà sempre del 50%, come al lancio prima e come al lancio successivo.

Spesso nei processi decisionali ci facciamo prendere la mano dai risultati empirici e facciamo scelte poco razionali, ma che ci sembrano molto giuste, perché tutto intorno a noi sembra essere in accordo con quelle scelte. Le informazioni a cui abbiamo la possibilità di attingere sono infinite per prendere una decisione, grazie alla tecnologia, ma non risultano sempre veritiere e se anche lo fossero, andrebbero comunque approfondite e verificate.

Proprio come nel calcolo, semplice, delle probabilità del lancio della moneta, il calcolo del rischio di un investimento, la costruzione di un portafoglio di investimento bilanciato e diversificato, sono frutto di leggi statistiche. Per investire correttamente e prendere quindi decisioni di investimento adeguate la cosa più importante è affidarsi allo studio e agli approfondimenti. Lo studio dovrebbe essere alla base di ogni scelta economica, soprattutto quando decidiamo di dare i nostri soldi ad aziende nate da poco. Uno studio, che va anche oltre l'analisi tecnica dell'investimento nello specifico, che esamina cicli economici e ne comprende l'andamento.

Una cultura finanziaria adeguata è un elemento imprescindibile per effettuar investimento ad alto rischio come quelli in aziende private, cultura finaziaria che passa anche attraverso la lettura di grandi classici del mondo economico.

Abbiamo deciso di redarre una lista di 5 libri, molti dei quali hanno resistito al tempo e sono ancora oggi attuali e che ogni investitore dovrebbe leggere prima di inziare la sua avventura nel mondo degli investimenti.

1) The Little Book of Common Sense Investing (2007 John C. Bogle)

L’autore di questo libro è John “Jack” Bogle, un'isitutzione nel mondo finanziario che purtroppo ci ha lasciati nel 2019. Warren Buffett ha detto di lui: “Jack ha fatto di più per per gli investitori americani di qualsiasi altro individuo abbia conosciuto.” E gli investitori americani (e non solo) hanno ripagato il suo duro lavoro.

Il fondo di investimento che ha lanciato, Vanguard è uno dei fondi più importanti al mondo per asset gesiti.

Nel The Little Book of Common Sense Investing, Jack Bogle spiega in maniera dettagliata la sua filosofia d’investimento e per quale ragione i fondi che copiano gli indici sono la scelta migliore per un investitore non professionista.

Non è un libro adatto a chi non ha alcuna esperienza nel mondo degli investimenti. Per riuscire a comprendere alcuni concetti, come quello di fondo a gestione passiva, cioè che si limita a copiare un indice, quello che viene chiamato in gergo ETF (exchange-traded fund), servono un minimo di basi finanziarie. Sicuramente è un libro da cui partire, dopo aver studiato un po' di economia finanziaria.

2) Against the Gods: The remarkable story of risk (1996 - Peter L. Bernstein)

Questo libro inizia con un punto di vista molto forte:"Il pensiero moderno è iniziato quando l'uomo ha abbandonato la convinzione che gli eventi sono dovuti al capriccio degli dei e ha abbracciato l'idea che siamo agenti attivi e indipendenti in grado di gestire i rischi". Quindi, nella visione del mondo dell'antica Grecia, il destino di un uomo oscillava per il capriccio degli Dei, in balia del Fato.

Tutto cambia con l'introduzione della numerazione Araba, la possibilità di calcolare la probabilità e quindi il rischio. L'autore, Peter Bernstein, fa un ex-cursus storico che passa attraverso il lavoro di Beronulli fino ad arrivare agli studi di finanza comportamentale che cercano di spiegare i comportamenti irrazionali di alcuni investitori, con razionalità.

3) Reminiscences of a Stock Operator (1923 - Edwin Lefèvre)

Nonostante questo libro sia stato pubblicato più di novanta anni fa, la psicologia, il timing e tutti i concetti che tratta sono ancora attuali. Lo stesso Jesse Livermore dice che il mercato azionario è ciclico e che la storia si ripete e si ripeterà sempre.

Il Wall Street Journal lo considera un “classico” e il Fortune, ancora oggi, lo posiziona al quindicesimo posto dei libri di business più consigliati di sempre. Dal 2017 è disponibile la prima versione completamente tradotta in italiano. Uno dei migliori esperti del mercato azionario, Kenneth L. Fisher ha scritto un articolo nel Forbes che si intitola “Un classico che tutti gli investitori, esperti e non, devono leggere”.

Il libro, scritto da Edwin Lefèvre, è la biografia di Jesse Livermore. Lefèvre racconta la vita e le sensazionali esperienze vissute da Jesse Livermore, un brocker di Wall Street che non sempre ha dei comportamenti corretti per guadagnare. Ogni vicenda vissuta da Jesse è un’importante lezione di vita per un investitore, sia in positivo che in negativo.

4) Winning the Loser’s Game (1998 - Charles D. Ellis)

Questo classico degli investimenti di Charles D. Ellis, managing partner di Greenwich Associates, mostra l'importanza della politica di investimento.

Attingendo alle sue esperienze, sottolinea l'inutilità del "breve termine", sforzandosi di ottenere prestazioni a breve termine attraverso la selezione dei titoli e la tempistica del mercato, rispetto ai grandi benefici derivanti dalla riuscita attuazione della politica di investimento, che ritiene sia il motore chiave di successo negli investimenti.

"Solo con una comprensione condivisa della natura degli investimenti e dei mercati dei capitali, i gestori degli investimenti e i loro clienti sfuggiranno all'attuale paradosso in cui poca o nessuna attenzione è dedicata al lavoro veramente importante di sviluppo e aderenza a politiche di investimento sagge e appropriate che possono, oltre tempo, raggiungere obiettivi di investimento realistici e pertinenti."

5) Where are the customer's Yacht? - A Good Hard Look at Wall Street (1940 - Fred Schwed)

Questo libro è abbastanza veloce da leggere, ha meno du 200 pagine. Originariamente pubblicato nel 1940, è estremamente attuale, infatti risulta interessante notare che alcune tendenze comportamentali umane rimangono invariate anche 70 anni dopo la pubblicazione.

Il titolo si riferisce alla storia di un visitatore di New York che ammirava gli yacht dei banchieri e dei broker ormeggiati al molo. Ingenuamente, ha chiesto dove fossero tutti gli yacht dei clienti di questi brocker e consulenti?

Naturalmente, nessuno dei clienti poteva permettersi gli yacht, anche se seguivano rispettosamente il consiglio dei propri consulenti. Un libro di polemica che però si contrappone in maniera scherzosa e seria un tema molto importante che è quello della cultura finanziaria personale, troppo poco coltivata anche ai giorni nostri.

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