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Axieme raccontata dai suoi investitori

La campagna di Axieme ha ormai superato i 234.000 € in meno di 20 giorni. Visto il grande successo, abbiamo chiesto ad alcuni investitori che hanno puntato sul settore insurtech di raccontarci perché hanno scelto di diventare soci di Axieme.

Paolo Chioda, investitore seriale in start-up e imprenditore nel settore dell’energia fotovoltaica, ci racconta cosa lo ha spinto ad avvicinarsi alla startup.

All’inizio mi ha ispirato soprattutto l’idea. Il mercato delle assicurazioni è enorme ma la soddisfazione dei clienti non è mai ottimale. Se ci pensiamo bene ciascuno di noi ha avuto direttamente o indirettamente una cattiva esperienza, quindi vedere un progetto che portava una ventata di aria fresca mi è sembrata davvero una buona cosa. Poi sono entrato in contatto con i fondatori e mi sono convinto al 100%. Il team è fatto da persone serie e concrete, con grandi capacità ed esperienza nel settore. Ho raramente visto un team così ben assortito e dato che secondo me è uno dei fattori chiave di successo - a prescindere dall’idea o dal progetto - mi sono convinto ad investire senza pensarci troppo su.

Quali altri fattori crede che dovrebbe tenere in considerazione una persona interessata ad investire nella campagna di Axieme?

Sicuramente il benchmark rispetto a quanto sta accadendo all’estero. L’Italia è un mercato che arriva sempre in ritardo rispetto alle innovazioni implementate all’estero. Se questo è un fattore spesso negativo, può essere considerato un grande vantaggio per gli investitori italiani, perché è come avere una “macchina del tempo” per poter vedere cosa avrà successo nel futuro semplicemente guardando oltre la frontiera. Le innovazioni arrivano anche in Italia prima o poi, (forse più POI che PRIMA) ma comunque arrivano, è inesorabile. È solo una questione di QUANDO, non di SE. Quindi basta guardare al successo avuto da startup insurtech che implementano modelli simili ad Axieme come Friendsurance in Germania o Lemonade negli USA (che rumours di mercato dicono stia addirittura per lanciare una IPO sulla borsa di NY ad una valorizzazione di 2 miliardi di dollari...)

Anche Luca Frigerio non è nuovo agli investimenti in start-up, il suo focus è sulla dimensione del mercato.

Le dimensioni del mercato assicurativo sono impressionanti. Credo sia il mercato dal più grande volume assoluto nel quale abbia mai investito. Chi non ha mai avuto o sottoscritto un’assicurazione? Che sia viaggi, casa, auto, infortuni ecc.
Stiamo parlando di 1200 miliardi di Euro che vengono pagati per polizze assicurative ogni anno solo in Europa. Ogni anno, si perché l’altro vantaggio del settore è quello di essere a “recurring revenues” (le polizze si rinnovano di anno in anno).
Il settore è ancora molto ingessato e decisamente più indietro rispetto al bancario (o al fintech nell’insieme), è quindi inevitabile che subisca trasformazioni nei prossimi anni.

L’opportunità è chiara, ma perché ha scelto di investire proprio in Axieme all’interno del settore insurtech?

Perché ho trovato vincente la loro strategia di approccio al mercato, legata innanzitutto a uno sviluppo dell’unità Axieme Business (B2B) che sarà la vera leva marketing per fare massa critica anche sul B2C, una leva che invece di essere un costo sarà il fondamentale zoccolo duro del fatturato per la parallela crescita nel B2C.
Si vede che la strategia deriva da una profonda conoscenza delle dinamiche del settore e in particolare dei canali distributivi.

Virgilio Taverniti, professionista esperto in ambito IT con un ruolo manageriale in una società di software a servizio del settore bancario, si concentra sul carattere innovativo della piattaforma.

I ragazzi di Axieme hanno avuto un’intuizione davvero sagace. Il fatto di riconoscere agli assicurati il loro comportamento virtuoso, e quindi di associare a ciascuno un rating con il classico “voto delle stelline”, rappresenta il primo caso in assoluto di creazione di una banca dati (trans-compagnie e trans-prodotti) che raccoglie questo tipo di informazioni. Questo ha un valore inestimabile per il settore assicurativo.

Vede prospettive anche in altri settori?

Senza dubbio anche quello bancario, che conosco bene. In questo momento c’è una forte attenzione alla cosiddetta “bancassurance” (ndr, la possibilità di acquistare polizze assicurative anche presso le banche). Sono pochissime però le banche che hanno al loro interno una vera e propria divisione “assicurazioni”, infatti la maggior parte di loro rivende di fatto prodotti di compagnie terze con cui hanno accordi commerciali, questo comporta inevitabilmente una riduzione dei margini. Non sottovaluterei il fatto che gruppi bancari possano nei prossimi anni decidere di strutturarsi internamente con una propria divisione “insurance” e il fatto di acquisire una realtà già pronta e con un forte know-how digitale - come Axieme - sarà la soluzione ideale.

Mario Alberto E. è un manager con comprovata esperienza nel settore, ha ricoperto ruoli in ambito commerciale e dell’innovazione in compagnie assicurative, nelle quali lavora tutt’oggi.

Il settore assicurativo è destinato a cambiare radicalmente nei prossimi anni, e chi opera nel settore lo sta già vedendo. Non solo grazie all’implementazione di tecnologie inesistenti fino a qualche anno fa, ma proprio nei modelli di business. Le startup diventano quindi per le compagnie assicurative più degli “enabler” che dei “competitor”, perché il vero punto di forza sarà la capacità di queste realtà nascenti di intercettare le esigenze delle persone e parlare la stessa lingua dei nuovi clienti emergenti.

E in Axieme ha trovato questa capacità?

Senz’altro, è il motivo per cui ho deciso di investire e salire a bordo di questo progetto. Seguo in silenzio il lavoro che questi ragazzi stanno facendo praticamente dalla loro nascita, saranno ormai due anni. Prima con i loro post sui social, poi tramite gli articoli di settore e poi prendendo informazioni da colleghi del settore. La mia è stata quindi una scelta ponderata e basata su una lunga osservazione, non un colpo di testa. È un team composto da persone serie e pragmatiche, che hanno avuto la capacità di concretizzare un’idea - quella del rimborso in favore dei clienti virtuosi - che gira nell’aria già da tempo nel settore e in particolare dopo aver visto i casi di successo all’estero, ma senza che nessuno avesse il coraggio o la capacità di trovare il modo di metterla a terra. La loro capacità di execution è, oggettivamente, impressionante.

Vuoi contribuire allo sviluppo di Axieme come hanno già fatto Paolo, Luca, Virgilio e Mario Alberto?

Vai alla campagna di Axieme e investi!