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Come è nata White and Seeds

Il CEO di White and Seeds Alessandro Ghizzardi spiega come è nata e si è sviluppata la startup italiana del superfood

White and Seeds nasce nel Febbraio 2019 con l’obiettivo di offrire a livello globale the “finest and healthiest Superfood experience”.

Ma da dove arriva l'idea di White and Seeds? Come spesso può succedere, da un'esigenza ben precisa.

"L’idea di White and Seeds è nata da un’esigenza mia e di Federica: durante gli anni dell’università - io a Bergamo, lei a Milano, ci trovavamo spesso fuori casa per molte ore ed avevamo poco tempo per mangiare" spiega Alessandro Ghizzardi, CEO di White and Seeds "Inoltre, non c’era solo l’impegno universitario, ma anche lavorativo e genitoriale, pertanto i tempi erano ancora più risicati ma volevamo comunque nutrirci con alimenti che rispecchiassero dei valori da noi ricercati: bontà, equilibrio nutrizionale ed etichetta ingredienti corta".

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"Uno degli snack più gettonati e che ci creavamo da noi, era uno yogurt bianco al quale univamo dei semi oleosi e del miele: una sera, mentre facevamo l’ennesimo barattolo ci siamo chiesti perché non fossimo noi a creare un prodotto del genere, in modo tale da soddisfare la richiesta delle tante persone impegnate ma attente come noi. Fin da subito l’idea è stata quella di creare una linea completa di snack, giocando da una parte sulla figura esperta e scientifica di Federica, biologa nutrizionista, e dall’altra sulla mia figura da persona esperta di marketing e vendite. Con tanto amore e tanto coraggio abbiamo iniziato a scrivere un business plan ed a stendere i diversi passaggi per capire cosa e come fare".

Grazie all’approccio scientifico di White and Seeds quindi, i prodotti vengono sviluppati da una nutrizionista, Federica Zanaglio, responsabile R&D di White and Seeds, che partendo dalle linee guida per una sana alimentazione (LARN) crea ricette che integrano il giusto livello di nutrienti uniti al potere dei superfood.

"Per prima cosa abbiamo pensato al nome del branding, alla mission, ai valori del marchio ed all’immagine di esso: tutto ciò ci ha permesso di ragionare sempre con queste caratteristiche ben salde in mente. Contemporaneamente abbiamo cercato il più possibile di capire quale fosse il trend, se ci fosse una domanda per questo tipo di prodotti, se l’interesse fosse in crescita: abbiamo scaricato ed analizzato i report di mercato, ci siamo confrontati con alcuni negozianti ed abbiamo anche creato delle survey ad hoc per capire il pricing che avremmo potuto utilizzare".

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"Successivamente abbiamo iniziato a cercare un partner industriale che potesse aiutarci nella realizzazione delle nostre idee: fortunatamente la ricerca è durata poco, poiché dopo pochi giorni siamo riusciti ad avere un incontro con Caseificio Zanoletti, che fin dal principio ha appoggiato la nostra idea con coraggio e passione. Essendo un’azienda strutturata, ci hanno anche aiutato molto dal punto di vista organizzativo, anche se poi, in realtà, non è stata un’impresa facile: per esempio, facevamo tantissima fatica a trovare il barattolo della forma più adatta e per trovarlo siamo stati in diversi supermercati armati di carta e penna a cercare di carpire da sotto i vasetti degli yogurt il nome dei fornitori di plastica delle diverse aziende, chiamandoli poi uno ad uno per richiedere preventivi e cataloghi - il nostro fornitore viene dalla Grecia!".

In pochi mesi l’azienda ha sviluppato e distribuito un prodotto minimo funzionante (mvp) che le ha permesso, nel 2020, di raggiungere e superare i 100.000 pezzi venduti (con due referenze attive,di cui una inserita ad Agosto 2020), con una crescita del 100% sul 2019, nonostante alcuni rallentamenti dovuti alla pandemia.

"Una volta realizzate le prime forniture del nostro primo prodotto 'Yogurt+Chia', abbiamo cercato i primi clienti: siamo stati personalmente a 'bussare alla porta' di fruttivendoli, bar, minimarket, hotel, palestre, etc. La risposta è stata comunque positiva ed il forte scetticismo iniziale da parte dei rivenditori è stato prontamente superato dalle ottime vendite e dai riscontri positivi.
Dopo avere testato il prodotto sul mercato locale abbiamo iniziato a rivolgerci a retailer più strutturati: da qui iniziano le collaborazioni con Cortilia, To.Market, FrescoFrigo, Erbert, Sigma, e diversi grossisti".

L’obiettivo per il 2021 è quello di entrare in almeno tre nuove insegne della GDO, rafforzando così sia il numero di pezzi venduti, sia il livello di costo del prodotto, che grazie all’aumento della produzione andrebbe a ridursi fino al 40%, garantendo margini più alti da investire in nuovi prodotti e marketing.

La campagna di White and Seeds è a metà del suo obiettivo minimo!

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