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Come lanciare una Startup?

La definizione teorica di Startup è ancora un tema in discussione, ma possiamo affermare che una startup è, secondo Steve Blank, un’organizzazione che ha individuato un business model scalabile e ripetibile applicato in risposta alla soluzione di un problema.

Sono molte le motivazioni alla base della nascita di una startup: un progetto nato tra amici, una competizione o un esame universitario o magari una necessità personale, è importante però che, qualunque sia la motivazione, il business risolva un problema, più o meno sentito. Ipotizzando quindi di aver già effettuato tutti i test nel mercato per validare il modello, aver individuato i potenziali “target customers” e aver definito i primi step da percorrere, è arrivato il momento di procedere con la costituzione della società e ufficializzare tutto il lavoro svolto nei mesi precedenti. Ma esattamente, come si fa ad aprire una società? Quali sono quelle attività da svolgere, burocratiche e societarie, per dar vita alla nostra nuova startup.

La costituzione della società

Sicuramente il primo step è quello di costituire, presso un notaio o digitalmente presso la camera di commercio, la neonata attività. In questa fase è importante avere ben in mente il business che l’azienda andrà a svolgere ed inserirlo nell’oggetto sociale, facendo sì che non sia né troppo restrittivo nè che non si discosti dall’attività che si intende svolgere. Avere un oggetto sociale completo permette di lasciare spazio alla startup per potenziali nuove attività che col tempo potrebbero svilupparsi.
Un secondo punto è configurare la captable societaria e quindi definire con che percentuale ogni socio entrerà nel capitale aziendale. In questo momento è importante definire il reale contributo di ogni membro del team che apporta valore alla società, sia esso di natura economica, tecnica o relazionale. È bene porre attenzione al fatto che una persona che ha avuto l’idea non necessariamente debba detenere la maggioranza delle quote. Ricordiamo sempre che nelle startup la parte chiave è la struttura del team che contribuisce proattivamente allo sviluppo aziendale. Far sì quindi che ogni membro del team si senta motivato e che condivida i successi e gli eventuali insuccessi dell’azienda è molto importante. La scelta quindi di propendere per una struttura con un Amministratore Unico, un Consiglio di Amministrazione e Amministratore Delegato o Socio Unico sono tutte decisioni da avere ben chiare in mente quando si procede alla costituzione della startup.

Da considerare anche l’eventuale ingresso di Advisors, che magari hanno contribuito ai primi contatti o a rispondere a dei problemi strategici in fase iniziale, con una piccola quota partecipativa.
Altro aspetto da considerare sono tutte quelle clausole che riguardano il trasferimento delle quote. L’inserimento e la struttura dei diritti di prelazione, le clausole di gradimento sull’ingresso di nuovi soci o magari i diritti di Covendita o Trascinamento delle quote. Avere una struttura societaria già pronta e chiara in fase di costituzione alleggerisce la startup da eventuali costi futuri derivanti da modifiche statutarie.

Startup innovativa: le caratteristiche

Completati quindi gli aspetti societari, è giusto verificare se la startup possa rientrare o meno tra i criteri delle Startup Innovative. Essere una startup o PMI Innovativa permette alle aziende di avere grossi risparmi nelle prime fasi di sviluppo quando è importante fare ingegnerizzazione di costo su ogni Euro che si ha a disposizione. Con l’introduzione del decreto-legge 179/2012, l’Italia si è dotata di una normativa volta a favorire la nascita e la crescita di nuove imprese ad alto valore tecnologico. L’obiettivo è sostenere lo sviluppo di un ecosistema imprenditoriale orientato all’innovazione, capace di creare nuova occupazione e di attrarre capitale umano e finanziario dal mondo. Le imprese dotate dei tali requisiti di startup possono contare su molte agevolazioni, quali semplificazioni ed esenzioni regolamentari, incentivi fiscali, facilitazioni nell’accesso al credito e al capitale di rischio, e nuovi programmi di finanziamento: misure con il potenziale di incidere sull’intero ciclo di vita dell’azienda, dall’avvio alla fase di espansione e maturità.

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Vediamo quindi i casi in cui un’azienda rientra in queste tipologie.
Per le Startup:
• E’ costituita da non più di 60 mesi dalla data di presentazione della domanda e svolge attività d’impresa
• Ha sede principale dei propri affari e interessi in Italia.
• A partire dal secondo anno di attività, il totale del valore della produzione annua, così come risultante dall’ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, non è superiore a 5Mln di euro.
• Non distribuisce e non ha mai distribuito utili
• Ha quale oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.
• Non è stata costituita da fusione, scissione societaria o a seguito di cessione o ramo di azienda.
• Le spese in R&D (spese relative a sviluppo precompetitivo e competitivo, costi lordi di personale interno e consulenti esterni per R&D, spese legali per registrazione e protezione di IP) sono uguali o superiori al 15% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione. Tali spese devono risultare da ultimo bilancio approvato e sono descritte in nota integrativa. In assenza di bilancio tali spese la loro effettuazione è assunta tramite dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante
Per le PMI:
• Ha sede in Italia
• Azioni non quotate su mercato regolamentato
• Ha depositato bilancio certificato al Registro Imprese
• Fatturato annuo non supera i 50Mln oppure il totale di bilancio annuo non supera i 43Mln
• Occupa meno di 250 persone
• Non rientra tra le Startup Innovative
Possiede almeno 2/3 dei seguenti:
I. Spesa in R&D superiore a 3%
II. Laureati Magistrali uguale o maggiore 1/3 della forza lavoro
III.Brevetti per industria, biotech, semiconduttori o varietà vegetali

Ricordatevi sempre che le startup sono delle società che sviluppano un business model da validare e per farlo hanno bisogno di "bruciare" capitali, che si possono reperire grazie ad una campagna di equity crowdfunding su Two Hundred