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Come le Startup Insurtech stanno modificando il panorama assicurativo

“Insurtech” è il modo in cui viene chiamato l’ecosistema della startup che stanno innovando il settore assicurativo grazie alle nuove tecnologie. Considerato una “costola” del fintech, è un settore destinato a rivoluzionare le assicurazioni nei prossimi anni e che nel solo 2018 ha ricevuto oltre 3 miliardi di dollari investimento a livello globale.

Contrariamente a quanto si possa pensare, tuttavia, le start up insurtech non stanno rivoluzionando il mercato delle assicurazioni in termini di prodotto ma piuttosto in termini di business model.

Pensiamo alle assicurazioni a tempo, sono sempre esistite (è sempre stato possibile assicurare un viaggio o sospendere l’assicurazione auto) ma non era possibile sottoscriverle in modo istantaneo tramite un’app. Le nuove tecnologie, quindi, hanno permesso di far evolvere questi assunti di base in dei business models innovativi e più profittevoli grazie anche ad una progressiva espansione dei canali distributivi.

Ad esempio, grazie alla digitalizzazione del processo di acquisto e del profilo cliente è possibile oggi raccogliere dati estremamente puntuali che permettono un’analisi del rischio molto più precisa rispetto a qualche anno fa. Basti pensare che, al di fuori dell’attestato di rischio dell’RC auto, non esiste nessun documento o database condiviso che certifichi la storia assicurativa dei clienti. Paradossale che ciò avvenga in un settore come quello assicurativo, no?

Allo stesso modo la digitalizzazione porta ad una riduzione dei costi, ad esempio si ottiene un risparmio rilevante sui processi di front-office e una maggiore efficienza nel rispondere alle richieste di risarcimento, ad esempio grazie alle video perizie. Senza contare che risparmiare sulla carta grazie alla dematerializzazione dei documenti e sullo spostamento dei periti fa bene non solo al profit and loss ma anche all’ambiente e rientra quindi nelle attività di Corporate Social Responsibility di un’azienda.

La tecnologia permette inoltre di sfruttare tutte le potenziali reti distributive già in essere. Le piattaforme assicurative dotate dei necessari certificati sono ovviamente accessibili da qualunque device collegato alla rete internet; ciò rende opzionale il legame con gli uffici.

Perché non immaginare di poter comprare una polizza infortuni all’acquisto delle scarpe da ginnastica presso il rivenditore stesso?

Oxbow Partners, in un recente studio, sottolinea come l’insurtech più che rappresentare un competitor delle assicurazioni tradizionali risulta esserne il complemento, come rappresentato dallo schema sottostante.

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Infatti il 90% delle start up insurtech apportano innovazioni nei modelli distributivi o sulle modalità operative della forza vendita. Le grandi compagnie e le grandi aziende stante le loro dimensioni, al fine di innovare, prediligono l’assorbire o il diventare partner delle start up del settore. Questo accade da un lato per contenere i tempi e la complessità legata allo sviluppo di un nuovo business model e dall’altra per limitare i rischi di una blue ocean strategy. Una volta che l’azienda è certificata dalle autorità competenti ed il business model è validato comprano il pacchetto completo.

Questo rappresenta quindi già di per sé un’enorme potenzialità per le startup insurtech in quanto apre ampie opportunità di exit.

Basti pensare a Friendsurance che ha recentemente consolidato la partnership con Deutsche Bank e a Lemonade che ha ricevuto un finanziamento da 300 Milioni di dollari e che voci di mercato danno per pronta ad essere quotata in borsa con una IPO da 3 miliardi di valutazione.

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