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Equity Crowdfunding: a quale stadio del tuo business sceglierlo

Esiste un momento migliore nel quale fare ECF? Quando le società ricorrono a questo strumento per supportare il proprio processo di fundraising?

Il ciclo di vita di una startup

Abbiamo affrontato in altre occasioni il tema del ciclo di vita di una startup. Riprendendo alcuni concetti chiave sono due gli elementi che ci permettono di definire lo stadio di vita di una startup e che solitamente corrono in parallelo: Sviluppo Prodotto e Fundraising.

I due fattori sono collegati tra loro e difficilmente uno dei due procede indipendentemente dall’altro.

• Sviluppo Prodotto

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• Fundraising

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L’equity crowdfunding: in quale stadio sceglierlo

Se in precedenza abbiamo visto perché fare una campagna di Equity Crowdfunding, oggi proviamo a capire quando una startup può ricorrere a questo strumento. Considerando che i benefici di una campagna di equity crowdfunding possono essere misurati in termini di:

  • Raccolta di capitali
  • Marketing e comunicazione
  • Validazione del modello di business e della valutazione

proviamo a definire per i singoli obiettivi in quali fasi della crescita le piattaforme possono essere un valido supporto.

• Raccolta di capitali
Sicuramente la motivazione principale, non l’unica, l’ECF copre raccolte che vanno da poche decine di migliaia di euro (solitamente in Italia è raro vedere raccolte inferiori a 50.000 di obiettivo minimo) fino a 8 milioni di euro, importo massimo imposto da CONSOB. Tuttavia, stando alle statistiche del mercato italiano, come evidente dal grafico sottostante, la maggior parte delle raccolte vengono realizzate su società con valutazioni inferiori a 15 milioni di euro e per importi inferiori a 3 milioni di euro.

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Non mancano però casi virtuosi di realtà che hanno raccolto in fasi più avanzate che restano ancora dei casi abbastanza sporadici. Chiaramente i motivi per cui all’aumentare delle valutazioni e degli importi raccolti il numero di campagne diminuisce è legato a due fattori:

  • Il numero di società con valutazioni via via crescenti è sempre minore al crescere di queste;
  • Una volta superata la c.d. Valley of Death, oltre a B.A., incubatori e portali di ECF, anche fondi di Venture Capital e di Corporate Venture Capital iniziano ad partecipare ai round di fundraising delle startup

• Marketing e comunicazione
Uno dei risultati e benefici principali di una campagna di ECF è il ritorno in termini di immagine e conoscenza del brand e del prodotto/servizio che la startup offre. Per questo, affinchè la comunicazione sia efficace e possa essere sfruttata per generare ritorni immediati per la società, sarebbe preferibile che la startup abbia già sviluppato un MVP monetizzabile e sia in grado di cogliere l’occasione, oltre che per generare awareness sul prodotto, anche per creare nuovi lead che possano essere poi convertiti in clienti. Infatti, la startup ha la possibilità di accedere ad un bacino di potenziali utenti che, oltre ad essere investitori, potrebbero essere degli early adopters della versione ancora rudimentale del prodotto/servizio, diventando a tutti gli effetti soggetti ideali per testare il product/market fit.

Allo stesso tempo, poter contare su una propria community di clienti che già conoscono il prodotto/servizio, permette alla società di partire da un bacino di potenziali investitori che potrebbero essere elevati al grado di soci e diventare quindi dei veri e propri ambassador del brand. Per questo, in una fase in cui si cominciano ad avere centinaia o migliaia di clienti (dipende chiaramente dal valore della transazione media, dal settore, se B2B o B2C) è possibile puntare a obiettivi più ambiziosi e raccogliere maggiori capitali (in proporzione sul raccolto) al di fuori del proprio network di conoscenze. Nelle prime fasi di sviluppo della società invece, la maggior parte dei capitali arriveranno verosimilmente dal network dei founders, da qualche investitore “visionario” e da business angels.

• Validazione della valutazione
Per quanto riguarda la validazione che una campagna può dare in termini di validazione della valutazione, una raccolta conclusa con successo può essere sintomo di una valutazione corretta del valore percepito dagli investitori per l’iniziativa imprenditoriale oggetto dell’investimento. Tornando al grafico precedente, vediamo come la maggior parte delle raccolte si posizioni al di sotto dei 10 milioni di euro di valutazione, con una buona quantità di società che hanno difeso e confermato una valutazione compresa tra i 10 ed i 15 milioni di euro, sicuramente in crescita negli ultimi anni.

Per concludere quindi possiamo dire che stando ai numeri ed alle best practice il momento migliore per fare una raccolta di ECF è per valutazioni inferiori ai 15M di euro, su importi di raccolta al di sotto dei 3 milioni di euro e per società che, avendo già iniziato a commercializzare il proprio prodotto/servizio possano beneficiare delle attività di comunicazione e marketing anche con una logiche commerciale.