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FOOD DELIVERY: UN MERCATO IN CONTINUA ASCESA

Il mercato del food delivery è enorme, sia dal punto di vista della crescita del settore, sia dal punto di vista dei consumatori che scelgono sempre più di ordinare cibo a domicilio via app.

Il settore infatti, continua la sua crescita, arrivata ad un + 59% rispetto al 2020 e generando un valore di 1,5 miliardi di euro. Una spinta guidata da un lato dall’evoluzione tecnologica, dall’altro dall’accelerazione dovuta all’emergenza pandemica, durante la quale il food delivery si è dimostrato essere uno strumento essenziale tanto per le persone, quanto per la ristorazione.

La popolazione italiana ad usufruire di questo servizio, si legge fra le righe dell’Osservatorio Nazionale sul Digital Food Delivery, è il 66% del totale. Una piccola parte di questi, fanno parte dei clienti di Appetito, che ha permesso al food delivery di espandersi ad aree non toccate dai grandi players del settore.
Una delle maggiori criticità tra le più famose app di delivery, infatti, è la massiccia concentrazione nelle grandi città a discapito dei piccoli comuni Italiani, che spesso si trovano senza la possibilità di poter usufruire di servizi similari nel proprio comune.

IL MERCATO ED I COMPETITOR

Mentre i grandi players di questo settore, come Just Eat, Glovo, Deliveroo ecc. continuano a lottare per “spartirsi” il mercato nei grandi centri urbani, a suon di offerte mirabolanti, giorni di consegne gratuiti o servizi premium, la periferia italiana parrebbe non essere stata inclusa in un servizio, quello del digital food delivery, che nei prossimi anni andrà a sostituire la cara vecchia telefonata alla pizzeria di paese, a qualsiasi latitudine, sia che si tratti di centro città o di periferia estrema.

Per queste ragioni Appetito Appetito, applicazione della startup Perygood srl, punta a portare il food delivery nell’Italia dei Comuni, ossia in quelle zone – al di fuori dei grandi centri urbani – in cui non è ancora del tutto presente. Il target di Appetito è il ristoratore di Comuni tra i 5.000 e i 40.000 abitanti, target non “toccato” dai competitor.

L’utente in sé ha la possibilità di utilizzare una tecnologia smart mediante la quale si individuano, in pochi click, i locali vicini al proprio indirizzo, così da poter ordinare a domicilio o da asporto.

LE DIFFERENZE FRA APPETITO ED I COMPETITOR

Tutte le piattaforme di food delivery presentano un modello di business simile, non chiedendo alcun costo al ristoratore in cambio di una fee sul transato attraverso la piattaforma. Appetito non fa eccezione, ma potendo contare su un carrello medio più elevato, dato dai ritmi meno frenetici delle periferia e dalla composizione di nuclei famigliari più numerosi rispetto alle città, richiede una fee ai ristoratori più bassa di oltre il 50% rispetto ai competitor che operano in grandi centri urbani.

In generale, Appetito si differenzia con i competitor in diversi aspetti, a partire dal focus, incentrato sui piccoli comuni, dimenticati dai grandi players del settore.

Inoltre non utilizza riders propri, ma lascia che sia il ristoratore a poter gestire i picchi ed i cali nelle ordinazioni potendo consegnare direttamente lui i prodotti ordinati, in questa maniera vengono rispettati quegli standard di qualità, sia del prodotto che del servizio, che sfociano in cura del cliente – un aspetto ancora più importante se si è un ristoratore di periferia.

LA STRATEGIA

Appetito punta su una rete di imprenditori giovani e capaci.
Il modello si basa sulla creazione ed organizzazione sul territorio nazionale di 44 cluster geografici con caratteristiche predefinite, ciascuno gestito in esclusiva da un gruppo imprenditoriale di almeno 3 persone.

Ciascuno dei cluster individuati avrà la possibilità di sviluppare il servizio offerto da Appetito in esclusiva, potendo contare sull’utilizzo del marchio, la piattaforma di back office per la gestione e l’inserimento di nuovi locali, stampanti termiche da consegnare ai ristoratori per la ricezione e la stampa automatica degli ordini e naturalmente tutta la formazione legata all’utilizzo degli strumenti ed alla fruizione del know how.

La previsione è di avviare i primi 2 cluster entro la fine del 2022.
L’obiettivo è creare una base di soci e affiliati volenterosi di offrire alla provincia le stesse possibilità che hanno i grandi centri urbani per ciò che concerne il Food Delivery e l’esperienza di ordinare con flessibilità e immediatezza.
La scalabilità del progetto è basata su questo modello di affiliazioni locali che possano sviluppare una vera e propria “piattaforma digitale” sul territorio.

LA VISIONE

Considerato che Il mercato del food in Italia è attualmente suddiviso in comparti stagni, questa è una divisione che Appetito vuole scomporre.
Il settore, infatti, non vede la possibilità di collegamento tra ordini online, prenotazione dei tavoli nei ristoranti, distribuzione collettiva e aziendale, compresa la grande distribuzione.

Inoltre, non esistono collegamenti adeguati attraverso un'unica piattaforma tra i grandi distretti industriali, lo stesso vale per il settore Hospitality.
L'obiettivo che Appetito si pone, attraverso un'unica App, è quello di collegare tutti i settori legati al mondo del food, tra la fine del 2022 ed il 2023.

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