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Alfonsino: ordinare a domicilio, senza APP.

I numeri della GIG ECONOMY sono in continua crescita,stando sempre all’Oxford Dictionary la Gig Economy o on demand economy è: un mercato del lavoro caratterizzato dalla prevalenza di contratti a breve termine o di lavoro indipendente rispetto a posti di lavoro permanenti.

In base a una ricerca dell’Università di Pavia, commissionata da Phd Italia, il volume di un simile comparto, sarebbe destinato a salire a 8,8 miliardi nel 2020, fino a un valore compreso tra i 14 e i 25 miliardi nel 2025. Un turnover che potrebbe oscillare tra lo 0,7% e l’1,3% del prodotto interno lordo. Secondo altre stime, riportate dal blog di Corriere.it La Nuvola del Lavoro , si parlerebbe di una cifra più che raddoppiata: quasi 50 miliardi di euro entro il prossimo decennio, il 2,5% del pil. In ogni caso, una fetta ghiotta e invitante della torta complessiva.

All'interno di questo settore, quello che forse è più a contatto con la quotidianità di ognuno di noi è il mondo del Food Delivery. Il Food Delivery altro non è che il processo di acquisto di cibo da fast food, ristoranti gourmet e pizzerie tramite piattaforme online. Una volta veniva “banalmente” chiamato “servizio di consegna a domicilio“, un servizio “esclusivo” di consegna a domicilio, utilizzato dalle gastronomie e mini market di quartiere verso i loro clienti, magari, più fedeli (tipicamente persone anziane e/o che avevano difficoltà di deambulazione). Oggi questa esclusività viene bypassata dai processi di accesso alla tecnologia, con il servizio di “acquisto online” che permette un contatto asincrono con chi effettua l’ordine e chi lo evade. In termini di efficienza si tratta di una grande innovazione, soprattutto dal punto di vista economico, perché si materializza il modello della micro-economia come sistema portante di una filiera distributiva.

Come afferma Anita Likmeta, COO di Comunicatica e partner di Two Hundred: "il mercato del food delivery si attesta intorno a 83 miliardi di euro in tutto il mondo, pari all’1% del mercato alimentare. Crescerà con un tasso annuale stimato del 3,5% per i prossimi cinque anni. Tuttavia, il modello tradizionale di consegna a domicilio, in cui il consumatore effettua un ordine via telefono, rappresenta una quota di mercato ancora pari al 90%. In Italia, il mercato vale 2 miliardi di euro ed è penetrato soltanto del 3%”.

I colossi sono JustEat, Deliveroo e Foodora, ma sta crescendo una miriade di startup come Uber Eats, Moovenda o Alfonsino che puntano a differenziare i servizi

In un settore che da sempre è una delle colonne portanti dell’economia italiana, quell’alimentare, i servizi di consegna a domicilio (“food delivery”) guadagnano terreno avendo finora potuto coniugare l’innovazione della digital delivery, modelli organizzativi in grado di abbattere il costo del lavoro e grande flessibilità nell’andare incontro alle esigenze dalla clientela.
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Accanto a questi tre colossi, sono poi sorte una miriade di startup, come appunto Alfonsino, che ha preso una strada complementare per personalizzare i propri servizi, dando vita ad un progetto di food delivery su misura per le piccole città. Creando il primo chatbot al mondo sviluppato in nativo con l’obiettivo di raccogliere le ordinazioni dai migliori ristoranti cittadini. Il progetto sembra l’ennesima declinazione della consegna alimentare a domicilio, ma con una novità interessante: non c’è nessuna app da scaricare e l'erogazione del servizio avviene da più di un anno grazie alla chat di Facebook.
"Alfonsino nasce da un bisogno più che da un’idea. Nella nostra città c’era una domanda da parte dei consumatori non soddisfatta dai ristoratori: la maggior parte di loro infatti non effettuava consegne a domicilio!" affermano i suoi Founder che ha già all'attivo 22.000 ordini consegnati in poco più di 16 mesi a Caserta, Aversa, Portici e altri 16 comuni limitrofi, Alfonsino ha aperto il proprio servizio in 5 nuovi comuni in provincia di Napoli e a Salerno. Dopo la campagna di raccolta sul portale 200Crowd chiusa con successo in pochissimi giorni con un obiettivo di 150.000€ il team si è dato l'obiettivo dei primi 12 mesi post-crowdfunding di arrivare a 16 centri (circa 80 Comuni) superando i 100.000 ordini!
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