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Il mercato dei crediti: le difficoltà per i finanziamenti e i ritardi nei pagamenti

Gli effetti della crisi globale aggravati dagli effetti della pandemia sulle nostre economie ed in particolare sulla cosiddetta economia reale hanno causato un peggioramento generalizzato dell’affidabilità delle imprese che si traduce in una sempre maggiore difficoltà di accesso al credito ed in un generalizzato dilatamento dei tempi di pagamento.

In Italia, la media di ritardo nei pagamenti tra imprese ha raggiunto i 20 giorni oltre la scadenza identificata contrattualmente. Il mancato pagamento di una fattura si attesta oramai a circa il 4% del totale delle fatture emesse.

Intrum Justitia ogni anno conduce un’indagine raccogliendo dati da migliaia di aziende in Europa per acquisire informazioni sulle abitudini ed i rischi di pagamento. I risultati sono pubblicati nello studio European Payment Report (EPR).

Secondo l’indagine EPR, le imprese individuano quale motivo principale dei propri ritardi di pagamento la difficoltà di accesso al credito e le difficoltà finanziarie dei propri clienti che non riescono a far fronte ai loro impegni, o quanto meno non sono in grado di farlo entro i tempi concordati. Questa situazione genera un effetto domino con un feedback negativo che si rinforza e si riverbera attraverso tutta la catena di fornitura.

In questo scenario, ogni giorno di ritardo nel pagamento di fatture scadute influisce pesantemente sui conti dell’azienda fornitrice e, di riflesso, sulla sua capacità di far fronte ai propri impegni e di conseguenza anche sui suoi indici di bilancio. Nello specifico, semplici analisi sulla redditività e la solvibilità di un’azienda sono tra le prime informazioni che una banca acquisisce per decidere se erogare o meno un prestito. Questi indici vengono abitualmente monitorati e valutati dalle banche per la concessione di finanziamenti, di conseguenza, per un’azienda con un volume di crediti scaduti in aumento, sarà molto più difficile ottenerne di nuovi. Alimentando ulteriormente la spirale negativa.

Queste situazioni di stress comportano un costo insostenibile per le aziende che si traduce nell’utilizzo di circa il 25% degli affidamenti dati dal sistema bancario proprio per la gestione da parte delle aziende dei ritardi sui pagamenti.

Forse, proprio a causa di questa situazione, in Europa, circa il 40% delle vendite commerciali sono effettuate a credito. In Italia, questa percentuale raggiunge il 42,5% con una media di giorni/pagamento di 98,44. Oltre il 30% delle aziende italiane dichiara che le vendite a credito e i ritardi nei pagamenti comprimono la liquidità aziendale, creando costi e problemi non trascurabili.

Tabella dati:
78 - Media giorni pagamento crediti
137 - Media giorni pagamento crediti su forniture
60% - Pagamenti effettuati oltre i termini
3,7% - Quota media crediti inesigibili
25% - Quota del credito bancario concesso per far fronte ai ritardi
27% - PMI che ritardano pagamenti per difficoltà di accesso al credito
[Fonte dei dati: Atradius, Osservatorio Polimi, Intrum Justitia]

La dimensione del cosiddetto mercato dei crediti commerciali è stimata annualmente dagli studi dell’Osservatorio della Supply Chain Finance del Politecnico di Milano a partire da dati Aida, Bollettino Statistico Banca d’Italia, ISTAT, Eurostat, MEF e Intrum Justitia. Il valore del mercato Italiano per il 2019 è stato stimato in 505 miliardi di euro e colloca l’Italia al primo posto in Europa. Tale mercato, per via di una serie di fattori legati principalmente alla solvibilità delle imprese, a limiti tecnologici e di processo, risulta attualmente ampiamente sotto servito. Rispetto al totale del monte crediti 2019, appena 65 mld di euro sono stati gestiti attraverso l’anticipo fattura, 60 mld attraverso le diverse forme di factoring e, seppur il settore abbia evidenziato una crescita a tre cifre, meno del 2% è gestito attraverso gli strumenti innovativi messi a disposizione dalle aziende del comparto Fintech e dagli operatori tradizinali. Oltre 359 miliardi di euro restano attualmente non gestiti (Fonte dati: POLIMI).

Come accennato in apertura, la ragione di questo va ricercata nel fatto che sia gli strumenti tradizionali di smobilizzo dei crediti che quelli innovativi attualmente disponibili sul mercato sono progettati principalmente per aziende di medio/grandi dimensioni caratterizzate da un buon merito creditizio. Questo rappresenta una importante barriera di accesso al mercato per tutti gli operatore del settore, in quanto esclude dal proprio target (o crea elevati costi aggiuntivi per) la stragrande maggioranza delle imprese e dei professionisti. Buona parte delle domanda rimane pertanto insoddisfatta, portando le imprese a non avere altre soluzioni se non attendere la scadenza naturale del pagamento, nella speranza che il cliente paghi loro, puntualmente, quanto è dovuto per intero. Questo porta spesso questi soggetti a ritardare a loro volta i pagamenti verso i propri fornitori, generando un effetto domino che finisce per penalizzare l’intero sistema economico in cui operano.

Il mercato in cui si inserisce Bflows con la propria soluzione è pertanto caratterizzato da una domanda molto elevata e da un’offerta insufficiente a soddisfare buona parte del target potenziale. Si tratta quindi di un mercato che non pone elevate barriere di ingresso in termini di concorrenza e offre grandi opportunità di inserimento e di crescita. Inoltre, l’utilizzo di una tecnologia unica sul mercato e la peculiarità del modello di business proposto, permettono all’azienda di andare ad intercettare quella porzione di target esclusa dagli altri operatori di mercato, ponendo la società in un potenziale blue ocean.

Alla luce di quanto argomentato, è importante inoltre tenere a mente che il servizio non rappresenta un’alternativa ai prodotti e servizi attualmente disponibili sul mercato ma rappresenta di fatto il loro ideale complemento. Anche in termini di scansione temporale, le aziende e i professionisti che sceglieranno di utilizzare Bflows per la regolazione di parte delle proprie fatture, potranno comunque continuare a fruire dei servizi attualmente disponibili sul mercato per specifiche fatture e per tutte quelle che saranno scartate dall’algoritmo. Ogni cliente infatti potrà stabilire il tempo di permanenza delle fatture nel sistema, scaduto il quale potrà trattarle con gli strumenti tradizionali messi a disposizione dagli altri operatori di mercato.

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