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Il mercato dell’e-KYC: previsioni di crescita del 23.4% al 2026

CherryChain sfrutta lo scambio di attributi di identità digitale di soggetti già censiti digitalmente tra diversi operatori evitando il ripetersi di procedure di onboarding e adeguata verifica (KYC), riducendo tempi e costi di apertura di un nuovo rapporto.

La Know Your Customer è l’insieme di procedure che devono essere attuate da istituti e professionisti per obbligo di legge. Queste procedure servono ai fini dell’acquisizione di dati certi e informazioni sull’identità dei loro clienti. Sono necessarie per tutelare consumatori e aziende da frodi online, corruzione, ma anche a valutare l’esposizione ad eventuali rischi di riciclaggio di denaro o finanziamento alla criminalità.

A dover effettuare queste procedure sono operatori come, per citarne alcuni: intermediari bancari e finanziari, professionisti (commercialisti, consulenti del lavoro), notai e avvocati, revisori legali. Ma è un’attività che si è estesa anche a soggetti come utility, telco e pubblica amministrazione ai fini di una adeguata verifica del profilo di rischio degli utenti dei servizi che implicano transazioni.

Le procedure di KYC devono essere continuamente adeguate alla normativa e integrarsi con lo sviluppo di nuove tecniche anti-frode. La complessità data dalla loro applicazione ha un notevole impatto in termini di risorse impiegate, monetarie, umane e tecnologiche. Diverse ricerche stimano che una società finanziaria per adempiere agli obblighi per la conformità di KYC o Customer Due Diligence (CDD) spenda in media tra i 35 e i 60 milioni di sterline all’anno, fino a toccare massimi di spesa attorno ai 500 milioni di sterline. Dallo studio è inoltre emerso che sia gli operatori finanziari che i clienti concordano sul fatto che l’allungamento delle procedure di KYC sta mettendo a dura prova i processi di onboarding, le aperture di nuovi rapporti e la relazione con la clientela. Infatti, alcuni operatori dichiarano che i tempi di un processo di valutazione del profilo di rischio possono superare anche i 2/4 mesi.

Attraverso una sperimentazione condotta da CherryChain, Cetif, Intesa IBM e IBM a livello italiano, è stato possibile stimare il risparmio complessivo annuo di ciascun operatore attraverso l’utilizzo della soluzione DKYC. Ogni operatore effettua giornalmente tra le 90 e le 130 aperture di nuovi rapporti, di cui sono stati individuati costi pari a 8.348.712 € per il canale fisico e pari a 3.735.940 € per il canale digitale. Sulla base di queste stime, l’utilizzo della soluzione permette un risparmio medio annuo di 2.936.471 € (circa il -35%) per il canale fisico e di 2.692.605 € (circa il -72%) per il canale digitale.

Il mercato potenziale è stato individuato considerando la crescente richiesta a livello italiano di almeno 27.973 operatori finanziari di digitalizzare i processi di onboarding e KYC per il canale fisico del 30% e per il canale digitale del 70%.
In base allo studio si generano più di 77 miliardi di euro di valore creato entro il 2027 per effetto del risparmio totale annuo di costi aggregato.

Se si valuta a livello globale il mercato dell’e-KYC, i trend finora evidenziati risultano confermati dalla stima della crescita annuale tra il 2019–2027 del 23.4% (CAGR) per un valore del mercato che nel 2019 si è attestato sui 291,14 milioni di USD e previsto in crescita a 1,5 miliardi di USD nel 2027.

Si trova riscontro di tali tendenze di crescita anche nei dati di mercati affini come quello dei servizi legati all’identità digitale che oggi vale 23.3 miliardi di dollari a livello mondiale, ed è previsto in crescita a 49.5 miliardi nel 2026. Un altro mercato affine e per certi versi interconnesso è quello delle tecnologie blockchain che registra anch’essao previsioni di crescita a livello italiano del 20% all’anno per il prossimo triennio.

Competitor

L’analisi dei competitors permette di posizionare la proposta di CherryChain sulla base delle caratteristiche dei prodotti/servizi in confronto con le offerte di altre entità (start-up) che già propongono soluzioni basate su tecnologia Blockchain e processi di condivisione di dati e documenti.

Le start-up risultanti da questa selezione sono: Notarify, Amlet, Scytale e Blockchain Italia.

Per questa analisi Amlet si configura, tra i competitor, come quello più affine alla proposta di CherryChain, ma nel posizionamento si notano differenze che mettono in luce i punti di forza della soluzione come:

  • l’identità digitale dinamica che prevede l’utilizzo di un set di attributi non fissi.
  • il supporto integrale ad un processo dalle fasi dall’onboarding alla KYC per l’apertura di un nuovo rapporto, ovvero l’insieme di procedure che devono essere attuate dagli operatori per obbligo di legge.
  • il modello di remunerazione dei partecipanti all’ecosistema basato sulla trasformazione del risparmio di costi in remunerazione per i partecipanti all’ecosistema.

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