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Il posizionamento nel turismo, ponderando stagionalità e marginalità: la scelta di Nausdream

Il mercato turistico è sempre vittima di stagionalità e marginalità? Sì, ed è una buona notizia. Vediamo perché.

Qualsiasi prodotto turistico, che sia un volo intercontinentale o un soggiorno in un glamping, è naturalmente legato ad una stagionalità, ovvero a momenti di picco (o alta stagione) e a momenti di fermo (o bassa stagione).
Tra il picco e il fermo esistono tante sfumature di media stagione.

La divisione in stagioni è il miglior strumento per permettere di programmare e pianificare, con una buona dose di precisione, i risultati ottenibili e le azioni da intraprendere, lavorando su prodotti e destinazioni anche molto diverse, senza subire impatti economici negativi nel medio-lungo periodo.

Nella cura di ogni destinazione e prodotto turistico, infatti, il lavoro si divide tra preparazione (bassa stagione) e vendita (media e alta stagione), come un ciclo che si rinnova sempre, permettendo agli operatori di porre in essere correzioni e integrazioni continue nell’offerta e nei processi proposti.

Lavorando su destinazioni o prodotti a stagionalità opposta sarà possibile:

  • Generare entrate tutto l’anno;
  • Diversificare il rischio socio-geo-politico insito in ogni destinazione;
  • Pianificare ciclicamente sulla base dei dati ottenuti ogni quadrimestre o semestre;
  • Suddividere in maniera efficace il lavoro operativo tra product building e sales management.

Nausdream, startup che seleziona escursioni locali per i grandi operatori turistici, ha scelto sin da subito destinazioni con opposta stagionalità (Mediterraneo e Sud Est Asiatico) riuscendo a gestire in maniera pienamente delocalizzata le operazioni produttive e distributive.

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Phuket, Thailandia

Passiamo ora alla marginalità, il vero cruccio della maggioranza degli operatori turistici - e non solo di quelli cosiddetti tradizionali.

Da una parte gli operatori tradizionali marginano poco perché la vendita dei pacchetti viaggio "standard, distribuiti in agenzia di viaggio, online o telefonicamente, nel XXI secolo hanno perso lo storico valore aggiunto che li contraddistingueva.

Dall’altro lato, le digital travel company "marginano" poco perché hanno alti costi di acquisizione cliente e difficoltà nella produzione di alti volumi. Discorso che esclude le piattaforme oligopoliste: Airbnb, Booking, Expedia e via discorrendo.

I primi ad aver capito il valore delle attività in destinazione sono le grandi compagnie di crociera: per loro, vendere escursioni nelle località “di chiamata” è pane quotidiano da decenni.

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Ormai tutti, da TUI a Airbnb, hanno iniziato a diversificare l’offerta cercando di servire i viaggiatori con attività in destinazione esperienziali e ingaggianti, che aumentino la marginalità prodotta per ogni cliente.

Come presidiare le attività in destinazione?

Airbnb ha creato la sua sezione “Experiences” affidandosi direttamente ai propri host per offrirle, con risultati in fase di valutazione.

Le Online Travel Agencies (Lastminute, Tripadvisor ecc.) si sono affiliate ad aggregatori di esperienze terzi (Get Your Guide, Viator ecc.), integrandosi o acquisendoli, con risultati altalenanti.

La maggior parte degli operatori, come le crociere, non ha però trovato negli aggregatori un’offerta affidabile. Sta scegliendo perciò di collaborare di volta in volta Destination Management Company (DMC) locali e altri operatori turistici con standard qualitativi, assicurativi e di sicurezza ben delineati.

Nausdream ha scelto di innovare questo mercato transformandosi in una DMC diffusa e non locale sfruttando, da un lato, la sua anima da marketplace, dall’altro quella da tour operator: offre i suoi servizi in destinazione dal Mediterraneo al Sud Est Asiatico, garantendo gli altissimi standard richiesti dai grandi tour operator e dalle compagnie di crociera, come un interlocutore unico, affidabile e flessibile.

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