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La dimensione del mercato assicurativo e le potenzialità di Axieme.

Nel solo 2018 le startup insurtech hanno raccolto investimenti per oltre 3 miliardi di dollari a livello globale, ma cosa stanno facendo queste startup? E perché c’è così tanta attenzione da parte degli investitori a livello globale su questo settore?

Le assicurazioni sono un settore enorme che permea praticamente ogni segmento della nostra società, dai nostri viaggi (assicurazione volo e annullamento) alla mobilità (polizza auto e moto) al lavoro (assicurazione di responsabilità civile professionale) e persino la vita personale (assicurazione casa e famiglia o polizza vita).

Solo a livello Europeo infatti ogni anno vengono pagati 1200 miliardi di Euro per polizze assicurative. A livello italiano il mercato delle polizze cosiddette “danni” (che esclude quindi il ramo vita per la sua particolarità/peculiarità, nel quale confluiscono polizze come i piani d’accumulo o accantonamento) cubano circa 32 miliardi di euro ogni anno.

Il settore è un po’ ingessato e molto indietro nel processo di innovazione rispetto ad altri, questo è il motivo per cui le startup insur-tech (da insurance + technology) vengono considerate come uno dei settori dal più grande potenziale di espansione nei prossimi anni, proprio perché c’è ancora molto da fare.

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Su cosa stanno lavorando le insurtech?

Il focus principale a livello europeo è sul settore non-auto, che in italia rappresenta più o meno il 50% della raccolta premi (quindi circa 16 miliardi dei 32 accennati più sopra).

In quest’ambito rientrano ad esempio le assicurazioni sulla persona (salute, infortuni ecc.) sui beni (casa, ufficio, azienda ecc.) sulla professione (responsabilità civile dei professionisti) e sul tempo libero (viaggi, animali da compagnia ecc.). Il motivo della concentrazione su questi segmenti è che benché il settore auto rappresenti, oggi, una quota importante del mercato (circa la metà) è previsto un suo calo rispetto agli altri rami nei prossimi anni (il car sharing, il noleggio a lungo termine, le auto a guida autonoma ecc. sono solo alcuni dei motivi). In compenso in segmenti che devono ancora scatenare tutto il loro potenziale c’è un blue ocean di opportunità, in particolare in Italia dove alcune tipologie di assicurazioni ormai considerate “ovvie” in altri paesi Europei (vedi l’assicurazione sulla casa) da noi sono ancora poco diffuse.

La fidelizzazione e i comparatori

Sebbene a livello “mediatico” i consumatori abbiano in testa i marchi di alcuni tra i principali comparatori (pensiamo a Facile.it o Segugio.it) questi ultimi hanno un modello di business che solo in parte si focalizza sulle assicurazioni e inoltre non puntano strategicamente alla fornitura di un servizio assicurativo qualitativamente elevato o che punti alla fidelizzazione: di solito chi usa i comparatori lo fa per ottenere l’offerta al prezzo più basso senza confrontare le garanzie ed è molto probabile che da un anno all’altro cambi operatore per qualche euro in meno.

Questo è il motivo per cui, d'altra parte, questi servizi hanno sviluppato molto di più il segmento auto, dove il consumatore cerca di “spendere il meno possibile perché è un obbligo di legge e basta e poi deve coprire i danni a terzi, mica a me stesso” con un approccio più opportunistico.

Quando la copertura assicurativa, invece, riguarda noi stessi (ad es. l’assicurazione sanitaria o la polizza sulla propria casa) l'approccio del consumatore cambia radicalmente e si cerca molta più consulenza e garanzia sulla qualità del prodotto. In un settore con ricavi ricorrenti come quello assicurativo (la polizza viene rinnovata periodicamente) fare leva sulla fidelizzazione diventa invece più strategico in quanto abbatte i costi di acquisizione e ne incrementa il life-time-value.

Questo è il motivo per cui, dopo un entusiasmo iniziale sul mondo dei “comparatori” da parte degli investitori, negli ultimi 18 mesi il trend dimostra come il focus sia maggiore verso modelli che puntano a fornire un servizio qualitativo nei confronti del cliente (pensiamo a startup come Lemonade, Friendsurance o BoughByMany).

Questo è proprio l’approccio che promuove la startup insurtech Axieme, attualmente in raccolta sul nostro portale, scopri di più qui (link alla pagina campagna)