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L'IMPACT del digitale

La rivoluzione digitale di cui ormai si sente parlare quotidianamente non rappresenta più il futuro ma è il presente.

Le multinazionali e le grandi imprese che dispongono di maggiori risorse testano soluzioni innovative e sviluppano risposte tecnologiche a vecchie e nuove sfide nei settori e nelle aree aziendali più svariate. Un processo dai ritorni potenzialmente enormi ma che implica costi di ricerca e apprendimento elevati e che vede pertanto le imprese di piccole e medie dimensioni in disparte nella maggior parte dei casi.

Un approccio all’innovazione che risulta fortemente penalizzante per un paese come l’Italia in cui la stragrande maggioranza del tessuto economico è costituito da PMI.
Un discorso troppo generale rischierebbe in questo caso di rappresentare la realtà in maniera distorta in quanto ci sono state realtà in grado di innovare e rivedere il proprio modello di business ma secondo la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa sono presenti circa 620.000 micro imprese che vorrebbero digitalizzarsi ma hanno un budget insufficiente.


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Dai risultati emersi da una recente indagine condotta da NetworkDigital360 che ha coinvolto 300 PMI, il 24% dichiara di non avere budget sufficiente per investire nel digitale mentre il 21% ritiene che i costi siano troppo elevati e i ritorni troppo lontani nel tempo. Quasi la metà delle aziende indica quindi le risorse finanziarie come l'ostacolo principale all’innovazione.

Uno scenario che trova conferma nell’indice Desi2017, il Digital Economy and Society Index pubblicato dalla Commissione Europea. L’Italia risulta infatti sotto la media europea in quasi tutti i campi considerati dall’indagine che indica la strada da seguire per sviluppare società ed economie sempre più “digital-friendly”.

Desi2017

Questo problema risulta essere strettamente correlato alla disoccupazione giovanile. Fonti ISTAT riportano un numero di giovani senza lavoro nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 24 anni pari a circa 500.000 individui nella sola Italia (4 milioni in Europa).

Young man with rainbow LGBT face pain in dark smoke
Photo by Christian Sterk / Unsplash

Si tratta di una generazione che cresce nel pieno di una rivoluzione digitale e tecnologica che sta portando al cambio di diversi paradigmi ma che se non adeguatamente formata rischia di subire anziché cavalcare questo fenomeno.
Nel sistema scolastico attuale è evidente la necessità di un cambiamento che porti una svolta innovativa in linea con le tendenze e i cambiamenti sistemici in atto.

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I percorsi accademici superiori e universitari in molti casi insegnano un metodo di studio e danno una base teorica ma non conferiscono le competenze necessarie ad affrontare il mondo del lavoro e le richieste del mercato. Percorsi di studi pensati per una realtà che oggi sta cambiando (ed è già cambiata), grazie al digitale, ad una velocità disarmante e incapaci di adattarsi alle necessità del mercato non garantiscono un impiego in quanto non conferiscono le competenze necessarie per affrontarlo. I ragazzi, spesso consapevoli, vengono formati per lavori che in molti casi non faranno e mancheranno invece delle competenze richieste da un mondo in continua evoluzione.

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La soluzione a questo problema, dall’impatto sociale enorme, rappresenta la mission di START2IMPACT.
Un progetto piuttosto giovane ma che ha già raccolto molti consensi in quanto ha dimostrato che le soluzioni proposte funzionano e il valore aggiunto generato ha un rapporto costi/benefici eccellente.
START2IMPACT permette ai giovani under 20, i più coinvolti in questo fenomeno e anche coloro che per certi versi stanno ricevendo minore attenzione, di effettuare corsi di formazione online tenuti gratuitamente dai migliori docenti e aventi ad oggetto le tematiche e le professioni digitali più ricercate dalle aziende nel prossimo futuro. In seguito le competenze dei ragazzi vengono valutate attraverso test online e sfide a cui lavorano in team e dai cui vengono generate delle classifiche.
Questo permette alle piccole e medie imprese di avere a disposizione un elenco dei migliori under 20 della propria città per innovarsi, riducendo sensibilmente i costi interni di formazione.
Le grandi aziende possono invece utilizzare la piattaforma di START2IMPACT per l’open innovation organizzando workshops che verranno filmati e potranno essere utilizzati come ulteriori corsi di formazione gratuita su START2IMPACT per rafforzare l’immagine di Employer Branding.
Il mercato del Recruitment ha un valore attuale di 450 miliardi di dollari con una crescita annuale dell’8,6% (fonte: CIETT) e non mancano gli investimenti nel settore da parte di nomi altisonanti.

A person's hand holding up a roll of dollar bills
Photo by Vitaly / Unsplash

Alphabet ad esempio ha investito in Mindsumo (attualmente la più grande community online di Millennials per l’Open Innovation) partecipando ad un round di investimento complessivo di 1 milione di dollari (fonte: crunchbase.com).

START2IMPACT ha già stretto partnership con 48 scuole italiane, vanta tra i suoi primi clienti Alkemy Lab (divisione di Alkemy Spa società quotata e attiva nel settore digitale) ed è stata selezionata dalla Commissione Europea come Membro della “Coalizione per le Competenze Digitali e il Lavoro” insieme a colossi come Cisco, Google e Microsoft.

Da qualche giorno il team di START2IMPACT può vantare un ulteriore traguardo: l’accesso alle selezioni finali del programma di BHeroes (solo 32 startup italiane selezionate tra oltre 500 aziende!).

START2IMPACT: STOP THINKING, START DOING.

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Fonti: