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I Millennials: dall'investimento del futuro al futuro dell'investimento

Con il termine Millennial sono indicati in letteratura coloro che sono entrati nella vita adulta nei primi 15 anni del nuovo millennio, quindi orientativamente i nati negli anni Ottanta e fino alla metà degli anni Novanta. Sono la generazione dell’euro e della cittadinanza europea, ma anche quella che sta pagando più di ogni altra le conseguenze economiche e sociali della crisi, quella che ha subito il contraccolpo economico del 2008 proprio nei primi anni di lavoro.

Anche Credit Suisse, gruppo globale attivo nel wealth management, nell’investment banking e nell’asset management, ha identificato nei suoi cinque "Supertrends", ossia temi di lungo termine destinati a dominare l'andamento dei mercati nei prossimi anni, il tema "I valori dei Millennials" come un elemento che avrà un impatto significativo e duraturo sui mercati.

Investire fa parte del proprio percorso di crescita personale.

E se finora la pensione ha rappresentato uno dei pilastri dell’industria degli investimenti, per una generazione in cui l’età pensionabile si allontana, diventa sempre più importante la gestione della ricchezza nel corso della vita stessa e non per un futuro post lavorativo. Poiché si lavorerà più a lungo, i fondi pensione dovranno trovare infatti forme più creative di coinvolgere i beneficiari.

Non solo. Una delle caratteristiche principali dei Millennials è la propensione a essere più consapevoli delle problematiche sociali ed ambientali e quindi più interessati alle attività sottostanti agli investimenti.

Nell’Italia che invecchia i Millennials sono circa un sesto della popolazione (c.a. 11 milioni). Negli Usa, invece, rappresentano oltre il 25%. Ed il mondo della finanza americana si sta interrogando su quali saranno le loro abitudini di investimento. Secondo il Census Bureau americano, negli States ci sono 83 milioni di persone nate tra il 1982 e il 2000, più di un quarto della popolazione del Paese, una fetta persino più grande della generazione dei baby boomer. Che, in base ai dati di Wealthfront, servizio di investimenti automatizzato, entro il 2019 deterrà circa sette trilioni di dollari di attivi liquidi.

E' previdibile che anche nelle attività di investimento, i Millennials utilizzeranno le loro capacità di accesso alle informazioni messe a disposizione da internet: se acquistano azioni di una società possono conoscere tutti i dati ed i business sottostanti in poco tempo.

Propensione al risparmio dei Millennials

Nell’ultimo anno, la ricchezza finanziaria degli italiani si è attestato a 4.287 miliardi di euro. Di questi, 1.371 miliardi si sono trasformati in risparmi, con una crescita del 32% rispetto all’anno precedente. La conferma che l’italiano è propenso al risparmio arriva direttamente dalla Banca d’Italia. L’istituto nazionale ha evinto che oltre il 25% della ricchezza finanziaria è posseduta dalle famiglie.
I millennials in questo approcciano sempre di più il risparmio grazie a strumenti messi a disposizione da aziende Fintech che danno l'opportunità di generare risparmi in maniera continuativa e collegata ai proprio flussi di denaro. Un recente studio, di una delle aziende Italiane che operano nel settore, attesta che il 52% dei propri clienti che utilizza gli strumenti di risparmio messi a disposizione, è under 30.

Propensione all'investimento dei Millennials

Un articolo pubblicato dal settimanale The Economist verso fine 2017 li ribattezzava "Generazione SRI" (Socially Responsible Investments), proprio per sottolineare la particolare propensione che questa generazione dimostra verso un approccio sostenibile all'investimento, come pure al consumo o alla mobilità, al turismo o all'utilizzo di beni e servizi (con la condivisione, spesso preferita al possesso). Il messaggio che buona parte dei millennials sembra trasmettere è che le decisioni che riguardano la sfera economica e finanziaria non possono essere disgiunte dal proprio sistema valoriale di riferimento, che evidentemente nel prendere forma è stato molto influenzato dai temi della sostenibilità, proprio per questioni generazionali.

Anche i Millennials che investono su 200Crowd.com prediligono il settore della Sharing Economy dove si concentrano quasi la metà dei loro investimenti. Segue con il 21% il Fintech e l'Insurtech, nei quali la nostra piattaforma ha una grande attrattività, anche grazie alle campagne di successo degli ultimi mesi; senza dimenticare il Record di SOISY

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Un'altra indagine condotta da Merrill Lynch e Bank of America, sempre nel 2017 ma concentrata sui millennials ricchi (quelli con beni investibili da $50.000 a $250.000, o quelli con meno beni (tra $20.000 e $50.000) ma redditi di almeno $50.000 ogni anno), mostra che questo sottoinsieme di millennials ha posto meno enfasi sugli investimenti, non per la mancanza di fondi ma perché non ne sente l'esigenza.

Analizzando come sono distribuiti l'ammontare e la frequenza degli investimenti, usando le classi standard della classificazione ISTAT rispetto alle generazioni, partendo dalla Generazione della ricostruzione 1926/1945 fino alla Gen Z o Generazione delle reti che comprende i nati tra il 1996 e il 2015, abbiamo cercato di capire quanto peso hanno ad oggi gli investimenti dei Millennials sulle campagna di crowdfunding nella nostra piattaforma. Sia per numero di investimenti che per ammontare investito la generazione dei Baby Boomers, quella che oggi ha tra circa i 50 ed i 70 anni, cuba quasi la metà degli investimenti.

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I Millennials pesano per numero di investimenti per quasi il 35%, ma con un ticket medio più basso, coprendo appena il 18% del totale degli investimenti.

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Certo è che va comunque considerato che i Millennials sono sicuramente più lenti rispetto alle generazioni precedenti a diventare indipendenti dal punto di vista finanziario. Secondo il Fidelity Investments Millennial Money Survey il 47% dei giovani ha ricevuto inizialmente sostegno finanziario da parte dei propri genitori.

In conclusione, Millennials e Gen Z dovranno costruirsi una stabilità finanziaria a prescindere dal sistema pensionistico statale e documentarsi, informarsi e studiare il mondo degli investimenti è sicuramente il primo passo per assicursi un futuro, il loro e anche il nostro.

In questo trend globale siamo certi che la possibilità di investire in strumenti alternativi, mettendosi anche al riparo dalle fluttuazioni del mercato azionario, troverà sempre maggior considerazione in chi sta pianificando il suo futuro finanziario.