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Perché non si parla di Gender Investment Gap

E' una verità universalmente riconosciuta che le donne siano sempre state scoraggiate dal discutere le proprie finanze. Ma c'è ancora un altro pericolo che minaccia il nostro benessere finanziario.

Il Gender Investment Gap - divario di genere negli investimenti - rivela una grave divisione nelle abitudini di investimento tra uomini e donne nel corso della loro vita.

Cos'è il Gender Investment Gap?

Il Gender Investment Gap è la discrepanza tra la quantità di denaro che mediamente una donna ottiene sui suoi investimenti nel corso della sua vita, rispetto al ritorno che un uomo in media ottiene sui suoi.
In poche parole, i nostri investimenti rendono sostanzialmente meno perché investiamo meno.

Ciò può essere direttamente correlato al Gender Pay Gap: la differenza tra il salario annuale medio percepito da donne e uomini a parità di lavoro. In Italia, per esempio, il Gender Pay Gap è dell'11%, ma arriva fino al 45% per le libere professioniste, mentre nel complesso dell’UE è del 39,3% (fonte: ISTAT). Questa stima tiene conto dei tre principali svantaggi affrontati dalle donne, ossia:

  • retribuzione oraria inferiore (in media del 16%)
  • meno ore di lavoro retribuito
  • minore tasso di occupazione (ad esempio a causa di interruzioni di carriera per prendersi cura di figli o familiari)

Nella fascia dei lavoratori più pagati in Italia, gli uomini guadagnano tra i 2.000 e i 10.000€ a settimana, le donne tra i 1.200€ e i 4.200€; non solo guadagnano meno dei colleghi uomini a parità di lavoro, ma sono anche una netta minoranza nelle posizioni dirigenziali. Significa che le donne sono meno brave? No, in Italia ci sono più laureate che laureati, con voti più alti (media voto di laurea donne: 103, uomini: 101); a parità di studi, il Gender Pay Gap arriva al 30%.
Basti pensare che durante la pandemia, la disoccupazione femminile in Italia è cresciuta del 31,1%, contro l'8,8% della disoccupazione maschile. (ISTAT)

Senza dubbio quindi, un enorme contributo al Gender Investment Gap avviene sotto forma di Gender Pay Gap: le donne che lavorano a tempo pieno dovrebbero investire una percentuale maggiore dei loro stipendi al fine di guadagnare sui loro investimenti tanto quanto le loro controparti maschili.

Se a questo si aggiunge il fatto che è anche più probabile che le donne prendano del tempo libero per la famiglia, il divario degli investimenti diventa ancora più grande con la diminuzione del potenziale di guadagno.

Ma cosa succede quando le donne investono?

L'ironia in tutto ciò è che quando le donne investono sono considerate investitori "più intelligenti" degli uomini dagli esperti del settore. In un sondaggio condotto dalla Warwick School of Business su un gruppo di 2.800 investitori, i ricercatori hanno scoperto che le donne che investono hanno fatto meglio delle loro controparti maschili dell'1,8% ogni anno.

L’investimento al femminile è orientato verso i settori sostenibili e sociali, con l’obiettivo di creare un impatto positivo misurabile sulla società, non solo alla generazione di profitto.
L’investimento al maschile, invece, si contraddistingue per la predilezione ad imprese gestite da team di fondatori uomini, mentre le aziende di capitali di rischio con partner donne hanno più del doppio delle probabilità di investire in imprese guidate da donne (fonte: BCG e MassChallenge, di Ernst & Young in collaborazione con la Women Presidents’ Organization (WPO), Credit Suisse, BMO Wealth Institute, 2015).

In Italia le donne spesso non percepiscono i veri rischi del loro disinteresse a tematiche finanziarie e si occupano solo delle finanze a breve termine, delegando all’uomo decisioni più a lungo termine, e rientrando negli stereotipi di gestione famigliare di genere.

Tuttavia, la consapevolezza di vivere in media più a lungo del proprio partner e la tendenza sempre più in crescita del divorzio, ha portato le donne a dover necessariamente gestire le proprie risorse finanziarie, tanto che in molte donne rimpiangono di non essere state coinvolte prima nelle principali decisioni finanziarie.

Anche in Two Hundred l'investitore medio è uomo, ma non è mai troppo tardi per invertire il trend: ripensiamo il mondo degli investimenti, in modo più sostenibile e concreto per un maggior impatto sociale, per assottigliare sempre di più il divario di genere negli investimenti.