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Startup in Italia: nel 2016 pronte a crescere con il crowdfunding

L’ecosistema delle startup e delle piccole e medie imprese innovative, fino ad arrivare alla cosiddetta Industria 4.0, è in rapida espansione. 

Per capirlo, basta valutare i dati dello scorso anno: nel 2014 l 'osservatorio Cerved-Italia Startup ha registrato 171.000 nuovi imprenditori e la fondazione di 1.256 startup innovative, una crescita del 36%. Sono oltre 5.000 le realtà registrate dal ministero dello Sviluppo Economico. Dati incoraggianti, che lasciano ben sperare sul futuro delle Pmi italiane. 

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E per quanto riguarda le grandi aziende? Secondo una nuova ricerca condotta su oltre 2000 imprenditori in 20 paesi, aumenta la consapevolezza che si possa crescere e innovare più velocemente lavorando insieme a piccoli imprenditori e startup. Se in Italia la collaborazione può risultare difficile, perdere questa occasione rischia di far sfumare un'opportunità di crescita di 35 miliardi euro, ovvero di un 1,9% aggiuntivo sul Pil del nostro Paese.

 

Sì, perchè al momento le circa 5.000 startup innovative esistenti nel nostro paese generano 350 milioni di valore, circa 70 mila euro l'una. Ancora poco: finora, il numero delle startup in Italia è inversamente proporzionale agli investimenti fatti. La causa? Probabilmente la mancanza di coraggio dei giovani imprenditori. In Italia negli ultimi 3 anni sono state chiuse solo 59 startup, praticamente nessuna. Non falliscono perché molte non si sviluppano seguendo la logica delle startup, moltissime non rischiano nulla. In Italia, nonostante la normativa delle startup consenta di non fallire, evitando procedure concorsuali ed il resto dei problemi ad esse collegate, esiste sempre lo stigma del fallimento ed è più forte della voglia di successo generando un problema di aspettative per l'economia generale. 

L' Europa rappresenta il 15% del venture capital mondiale (il 69% è in USA): gli investiti in Italia ammontano a circa 43 milioni. Siamo penultimi in Europa, prima della Grecia, dopo l'Ucraina. Secondo Salvo Mizzi, alla guida del Fondo di Venture Capital di Invitalia, saremmo all'anno zero; forse sarebbe più corretto dire che siamo allo 0,2 percentuale in Europa. 

 

Ecco perché è necessario parlare di Equity Crowdfunding per far crescere le imprese innovative, che hanno la possibilità di fare ricorso a chi può veicolare al meglio una campagna, mettendo in contatto le società con gli investitori, che possano apportare competenze manageriali e accrescere il proprio portfolio d’investimenti. Nel 2015 i successi delle iniziative seguite da Tip Ventures hanno fatto segnare un 100% della raccolta, ma per i progetti che partiranno nel 2016 gli obiettivi sono molto più ambiziosi e potrebbero beneficiare di alcune novità.

L’Equity Crowdfunding potrebbe diventare più semplice, grazie alle modifiche del Regolamento Consob, dopo due anni dall’uscita del primo regolamento in Europa.

Il cambiamento più significativo? Attualmente il perfezionamento di un ordine superiore a 500 euro può essere eseguito solo da una banca o una SIM, che prende in carico la valutazione di appropriatezza dell’investimento secondo la disciplina MIFID, come per ogni altro investimento finanziario. In poche parole, l’investitore il più delle volte deve recarsi in banca ed aprire un nuovo conto. 

Il nuovo regolamento permetterà di scegliere se completare l’iter on-line, lasciando alla piattaforma di crowdfunding il compito di valutare l’appropriatezza dell’investimento sulla base dei parametri Mifid, a prescindere da soglie di rilevanza. Una grande innovazione per il settore degli investimenti, ancora troppo legato alla carta e all’incontro fisico con il promotore finanziario.

 

Siamo molto soddisfatti di questo nuovo testo. La nostra società è stata tra le fondatrici di AIEC, l’associazione delle piattaforme italiane di equity crowdfunding, che la CONSOB ha chiaramente riconosciuto come altamente influente nelle richieste di modifica del regolamento. Tip Ventures è stata tra i promotori della richiesta di passaggio della profilatura MiFID in capo alle piattaforme, nonostante le perplessità degli altri operatori. Con questo testo la CONSOB ha dato dimostrazione di porre attenzione ai mercati, ascoltando chi si raffronta con la realtà delle operazioni di raccolta. Riteniamo di aver fatto un passo importante che può segnare l’inizio di un mercato non ancora decollato, ma che si deve porre l’obiettivo in pochi anni di recuperare terreno nei confronti di paesi come Francia, Germania e Regno Unito. Il mercato italiano dell’equity crowdfunding vale attualmente solo lo 0,3 % del totale di 1,1 Miliardi di euro raccolti in Europa nel 2014. Questo numero deve crescere e raggiungere la doppia cifra nel più breve tempo possibile.

Matteo Masserdotti - CEO di Tip Ventures

Dall’eliminare i limiti che frenano l'affermazione dell'equity crowdfunding, all’assegnare incentivi alle aziende per l'implementazione dell'open innovation, dal creare quartieri digitali che diventino motore dell'innovazione all'interno delle città, all’aumentare il credito d'imposta per le aziende che stipulano contratti di ricerca con le startup, il 2016 si prospetta un anno pieno di possibilità per i giovani imprenditori e per le grandi aziende pronte ad investire.

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